La nascita de I Quattrocentocolpi (come la nascita dei Beatles) è avvolta in una surreale nube di mistero. Voci di corridoio fanno risalire il momento della formazione del gruppo attorno ad un'imprecisata data del millennio passato, che potremmo genericamente indicare come 1992 e non chiedete di più perché tanto non nessuno lo sa.
Matteo Tarozzi, cantante, neo incoronato prodigio del Jamaica sound, raccolse i suoi pochi adepti in una "cripta" situata in Via Andrea Costa (a Bologna, vicino alla curva degli ultras di casa), dove, sotto la supervisione dello stimato architetto e sassofonista Federico Scagliarini, i muri furono immolati alle sublimi note dello ska, diffondendo il nuovo verbo tra tutti gli esterrefatti condomini che non avrebbero mai smesso di far sentire la loro partecipazione al progetto con incoraggianti proteste per il rumore insopportabile.
Forse per il crescente ostracismo nei loro confronti, forse perché fare parte dei Quattrocentocolpi mette a dura prova l'intelletto dei partecipanti, il gruppo negli anni a venire subì innumerevoli variazioni di formazione con un processo osmotico di assimilazione di componenti (sino a toccare il ragguardevole numero di 11 più alcune riserve che non furono però messe a referto).
Nel corso del 1998, il gruppo vince la rassegna bolognese Centofiori e incide finalmente il suo primo mini cd intitolato "Il cd de I Quattrocentocolpi" che viene presentato ufficialmente all'inaugurazione della nuova sede dell'Estragon a Bologna nel 1999, riscuotendo un successo unanime e sollevando un interrogativo che, dal quel giorno, sarebbe diventato una costante del gruppo: "Perché non l'abbiamo registrato prima?". Drammaticamente la risposta a questo biblico quesito deve ancora arrivare e contraddistingue quello che forse può essere indicato come il vero neo della band: non incide mai una cippa nonostante se lo riproponga di continuo.
Proprio tramite quel mini cd, il gruppo venne contattato dal produttore Enzo Miceli (che produce anche Daniele Silvestri) con il quale la band ha inciso un singolo di grande successo (Se puoi uscire una domenica), uno di grande insuccesso (Prendi una matita), un pezzo inutile (Cha cha cha de las secretarias) e uno mai uscito (Per favore lascia aperta la porta del bagno) nonostante fosse il pezzo per il quale erano stati contattati...Misteri della discografia.
Il gruppo, giunto all'apice di un inaspettato successo che lo ha visto apparire in numerose trasmissioni televisive come Help, Arrivano i Nostri, Night Express, Super, Festival di Saint Vencent, Una canzone per te, tra un play-back e una sbornia, tra una sbornia e un play-back trovò anche il tempo di litigare in modo proverbiale, facendo propri tutti quei comportamenti irritanti che si acquistano con il primo disco d'oro, rivelandosi anche in questo mostruosamente avanti rispetto alle altre band in circolazione.
La spaccatura portò I Quattrocentocolpi sull'orlo del baratro del prepensionamento (oltre che ai minimi storici dei componenti: solo 4).
La ricostruzione ha coinvolto il noto batterista Federico Oppi, già in auge nel giro super-super underground bolognese (oserei dire di fama rionale) e il famoso devastatore di treni Daniele "Pedro" Vecchi che ha una lunga militanza alle spalle in gruppi come Vallanzaska, Strike, Impact, Madhouse e scusatemi se non li ricordo tutti; personaggio di indubbio carisma che ama farsi bello saltando sul palco.
Ma questa è un'altra storia ancora da scrivere...
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