Eccoci finalmente al cospetto dei Persiana Jones per un'intervista in esclusiva durante il Puerto Hurraco Tour,
ringraziamo Beppe per la sua disponibilità...
Sono le ore 21 e 30 di venerdì 10 maggio 2001 e mi trovo a Trento al Palazzetto dello Sport dove stanno per esibirsi i mitici Persiana Jones. Mi faccio avanti fra la folla e trovo Beppe e Bob al banco del merchandising. Compro un adesivo, mi faccio autografare il disco e senza indugiare chiedo a Beppe di concedermi un'intervista. Il gentilissimo bassista dei Persiana mi dice subito di sì, e così comincia la serie di domande in esclusiva per Skacco.net!
Allora Beppe, innanzitutto grazie per aver concesso questa intervista a Skacco.net. Come sta andando l'"Agarra la Onda" tour?
Sta andando molto bene. Abbiamo superato il successo del Puerto Hurraco Tour, e ne siamo molto contenti. Stiamo mantenendo una crescita costante nel tempo, che ci ha permesso di renderci indipendenti da tutti. Certo, il numero di copie vendute non ci permette ancora di coprire le spese per registrare, però siamo soddisfatti.
Nella vostra discografia si nota un evoluzione del sound. Si è passati da uno ska melodico e molto leggero di "Siamo Circondati" ad un devastante ska punk di "Agarra la Onda". Cosa ci dobbiamo aspettare? Ci sarà un ritorno alle origini?
Io e Silvio avevamo un gruppo punk inizialmente. Successivamente abbiamo fatto dello ska più "festoso" aumentando la sezione fiati, e facendo musica da "combriccola". Con Agarra la Onda si è praticamente chiuso il cerchio: ora noi abbiamo altre esigenze, abbiamo voglia di avere un po' più di rabbia dentro. C'è anche da dire che in questi ultimi tempi i gruppi ska sono spuntati come funghi: gente che aveva smesso di fare ska è tornata a fare ska, gruppi come i Bluebeaters hanno avuto successo con il rocksteady, e tanti gli hanno seguiti. Noi non ci staccheremo mai da questa musica che ci ha dato tanto, lo ska ci piace un casino e continuerà a piacerci. Abbiamo solo cercato di differenziarci da tutti gli altri gruppi e di creare un sound tutto nostro.
Bisogna anche ammettere che voi suonate da tanti anni e avete visto la scena ska e ska core svilupparsi. Che ne pensate nel punto in cui siamo arrivati ora?
Abbiamo cercato di fare il punto con la compilation Italian Ska Invasion 2, che è un punto incompleto poiché ci sarebbe voluto un doppio album per riassumere lo ska italiano. Il materiale, infatti, era tantissimo. La scena è molto giovane, i gruppi sono tanti e mi fanno ben sperare. Escludendo i marpioni che si sono appropriati di questa musica solo perché hanno visto che tirava, fra i gruppi ska appena formati credo ce ne siano di molto interessanti.
Cosa direste a tutti quei ragazzi che si fanno un culo così per fare un gruppo ska in regioni come il Trentino Alto-Adige, dove lo ska è poco conosciuto?
Io vengo da una zona a nord di Torino dove, fino a qualche tempo fa, non si sapeva nemmeno cosa significasse la parola ska. Ho tenuto duro in una zona dove nessuno conosceva gli Specials o gli Skatalites, dove per spiegare lo ska bisognava dire "un reggae veloce". Chi inizia a fare ska in Trentino o in zone simili deve crederci come ci abbiamo creduto noi. L'importante è non partire con il sogno di fare soldi o di diventare famoso. Noi ci rompevamo le balle a non fare niente il sabato sera, e così abbiamo creato un gruppo. E adesso sono 14 anni che giriamo l'Italia facendo concerti, siamo contenti così.
Domanda che vi hanno gia posto ma che vi ripropongo: ci pensate a Sanremo?
Trovo che Sanremo sia una bella vetrina per promuovere ciò che produci, ma a noi non penso potrebbe servire. O forse ci servirebbe... è difficile da dire. Sarebbe un'opportunità per far si che ci sia anche musica differente sul palco più famoso d'Italia. Ma un'apparizione a Sanremo potrebbe anche ritorcersi su di noi, non tutti i gruppi che ci sono andati hanno avuto fortuna. Gli Statuto, per esempio, non hanno raccolto da Sanremo quanto meritavano. Inoltre per andarci occorrono un sacco di soldi, una casa discografica grande e dei buoni agganci che noi non abbiamo.
Siete nati con il nome di Persiana Jones e le Tapparelle Maledette. Avete perso il suffisso poiché vi classificavano come gruppo demenziale, ma ora che avete raggiunto una certa fama che ne dite di riprendervi le "Tapparelle Maledette"?
No, le Tapparelle Maledette sono un qualcosa che non c'è più con noi. Rappresenta quello che era il gruppo inizialmente, cioè nove amici della stessa zona, amici con cui andavamo in vacanza... eravamo molto uniti. Poi qualcuno ha mollato, ed ora siamo rimasti in quattro del gruppo originale. Quindi le Tapparelle Maledette appartengono al passato, ci ricordano degli amici che ora non sono più con noi. Quindi siamo e saremo sempre Persiana Jones, e basta.
Ora il vostro tour deve proseguire, quindi vi lascio andare a suonare... ma tornerete a trovarci? Qui in Trentino prima di voi c'è stato solo Guccini!
Minchia, è un onore suonare qui dopo Guccini! Eh eh! Spero proprio di si. Torneremo presto! In ogni caso tenete d'occhio le date del tour al nostro sito: www.persianajones.com
GRAZIE PERSIANA JONES!!!
Torna alle intervisteVai al sito dei Persiana Jones