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Ringraziamo Deiv dei Vallanzaska per la sua disponibilità, ma soprattutto Camilla per questa intervista...
I Vallanzaska sono, a giudizio di molti e soprattutto a giudizio mio, il miglior gruppo ska italiano. Ho iniziato a seguirli qualche tempo fa, dapprima diffidente, poi sempre più coinvolta, sino a che non sono capitata a un loro concerto, al 'Rainbow Club' a Milano, e mi hanno fatta loro. Tra l'altro in quella e in numerose altre occasioni in cui ho potuto vederli, ho avuto la fortuna di socializzare con loro, soprattutto con il Galan che scompare (basso), Rudi (sax) e Batterflai (batteria). Il delirio ha ormai rapito le loro menti e unire la loro grinta, l'innegabile bravura, la forza dell'esibizione, la bella voce e i bei testi di Deiv, il loro essere non solo assolutamente alla mano, ma totalmente fuori di testa ti rapisce il cuore, e i Vallanza si imprimono come un marchio nel tuo cuore. I loro tre album, "Otto etti di ottagoni netti", "Cheope" e "Ancora una fetta", sono tre opere completamente diverse tra loro, con cui il gruppo, volente o nolente, ha scavato nei vari aspetti dello ska: quello più classico, quello demenziale, quello veloce. I Vallanzaska fanno ridere, fanno riflettere e fanno ballare.
Quando ho avuto occasione di avvicinare il loro front man, il giovane (ma non poi tanto!) laureato in storia contemporanea Deiv, ho dato libero sfogo a tutte (beh, quasi tutte) le domande che mi sono venute spontanee in tanti tanti ascolti della band.
E mi è parso giusto condividere con voi interrogativi e risposte, approfittando che Deiv, matto e umorale come una pantegana, l'ho beccato in luna buona mentre stava per partire per una data a Pesaro (se non erro) ed è stato piuttosto preciso e piuttosto poco allucinante, fornendomi risposte a tratti anche comprensibili.
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CAMILLA : Di "Ancora una fetta" è stato detto tutto e il contrario di tutto. C'è chi lo adora e chi preferisce "Cheope". A mio parere è molto più di un passo avanti per la band, e "Allo specchio" è un inizio trascinante, oltre che un testo molto bello. Nei Vallanzaska scrivono testi tu, Lucio (che partorì "La Massaia"), il Galan, Batterflai, lo Skandinavo. E' cosa piuttosto rara che tutti si possano cimentare con una canzone. Frutto di scelta o casualità?
DEIV : Beh, "Allo Specchio" è musica di Skandinavo e testo mio. I testi nel gruppo sono composti prevalentemente da me, ma è vero che sia Lucio che Michele, nonchè Batterflai si cimentino in fatto di liriche (vedi "Antonio" e "Fritto Mistico"). Siccome ogni canzone ha un testo che deve uscire dalla mia bocca in quanto singer del suddetto group, c'è una seria valutazione, ogni volta che appare un testo, che riguarda il mio sentimento rispetto al testo stesso: se non mi sento di parlare di una cosa detta in un determinato modo si cerca (tutti quanti) di renderla appetibile. In generale i Vallanza hanno elementi che sono capaci di scrivere bei testi. Nè scelta ne casualità quindi, ma fortuna.
CAMILLA : Quanto lavoro vi ha richiesto la realizzazione dell'album, dacché vi siete messi a creare i pezzi a che li avete visti pubblicati?
DEIV : Diciamo 6 mesi di impegno serio. Ma è da considerare che i vari pezzi sono stati pensati già immediatamente dopo l'uscita di "Cheope", e anzi, ne avevamo troppi, tanto da lascirne fuori qualcuno. Gli ultimi 6 mesi sono stati di sistemazione degli arrangiamenti e registrazione dell'album stesso (fine luglio, agosto, primi di settembre).
CAMILLA : "La Trattoria" (scritta dalla Dava e da Batterflai) è un'altra canzone autobiografica sulla falsariga di "Skipass" e "Raggaemilia"? E, a proposito, quanto di vero contengono qs pezzi? Ci sono altri testi così chiaramente autobiografici (chessò, "Fritto Mistico" del Galan)?
DEIV : Un tempo scrivevamo un sacco di cose autobiografiche, racconti veri, altri falsissimi, ma che ci sarebbe piaciuto pensare come veri; spesso abbiamo preso spunto da fatti di cronaca (per "Aeroplanino" ho riportato paro-paro un disastro aereo accaduto alle Comore dove i (pochi) superstiti dall'inferno si sono trovati nelle paradisiache acque tropicali tra palmeti e bambù), ora come ora preferiamo immaginarci del tutto delle situazioni invitanti e riportarle in versi, ma chissà....magari ci ricapita di confrontarci ancora con qualcosa di incredibile e allora....
CAMILLA : Non solo "Estate del 29" è canzone impegnata. Lo è anche "Teggare", che racconta di chi va a fare i tag...
DEIV : "Estate del '29" l'ho scritta come presa di posizione contro un periodo (quello del ventennio, ma anche quello attuale) che non ci va giù. In particolare mi ricordo che un giorno sono arrivato in sala prove col testo e Lucio, prima che lo tirassi fuori mi ha detto:"Deiv, per stavolta potremmo dire anche noi la nostra, la situazione fa schifo!" e io:" Taaaaac! Pronti, tel chi!" (quando si dice comunione di vedute e affiatamento...). "Teggare" pure è impegnato, forse impegato è una parola grossa, il fatto che teggare sui muri ci fa schifo, e terribilmente vecchio, passato, i murales invece sono creativi, ma nel ritornello non potevamo cantare, pena la metrica, "fare i murales, oohooooo..." meglio teggare.
CAMILLA : Curiosità personale. La traccia finale, che rifà il verso a "Chi vuol esser miliardario", mi ha incuriosito... Una voce l'ho riconosciuta - ovvio- è la tua. Ma l'altra...?
DEIV : L'altra voce è di Lucius.
CAMILLA : Cambiare fiati e tastiere ha cambiato un po' (anche se non nella sostanza) lo spirito della band. Scelta voluta o casualità?
DEIV : Casualità: quando cambi tastiere e fiati cambi le persone, gli individui pensanti che suonano quegli strumenti, persone che prima hai conosciuto, poi apprezzato e quindi inserito nella band: da lì il gruppo assorbe le nuove influenze che hanno formato i nuovi elementi, a meno che non siano influenze del cazzo.
CAMILLA : Di chi è la scarpa in copertina?
DEIV : La scarpa è mia.
CAMILLA : La scena ska e skacore italiana sa molto di grande famiglia. Le band ska han suonato assieme miliardi di volte, la collaborazione con Olly, che ha anche cantato con voi al Rainbow il 29 dicembre, è anche nel disco, dato che fa le seconde voci in "Allo Specchio". Con Franziska, Shandon e Punkreas (il famoso concerto al Palavobis...), Persiana Jones, Matrioska lavorate bene e senza invidie. Oltrettutto date una mano a gruppi emergenti: ultimamente vi portate appresso i Manintaska. Secondo te come mai questo ambiente è così rilassato e poco competitivo? O è tutta un'apparenza e ce la date a bere da anni?
DEIV : L'ambiente rilassato credo che derivi dalla musica allegra, competitività non la vedo, anzi, c'è molto ascolto e attenzione per i lavori altrui: i Meganoidi per esempio, credo che sia opinione di tutti i gruppi che hai citato, sono una manna per la scena ska italiota, grazie a loro il genere è a più larga diffusione.
CAMILLA : Domanda che da tempo mi tormenta. Mi spieghi, con calma e parole molto semplici, cosa cazzo vuolo dire TUTTO il testo di "Genova"?
DEIV : Quando ho scritto "Genova" eravamo nella fase dei gichi di parole assurdi, anche senza significato, emozioni mischiate a parole strane: ci sentivamo veramente dei geniacci incompresi (poi abbiamo capito che non eravamo così compresi perchè geniacci non lo eravamo), ma la parte finale, quella della Tirrenia, cita la mitica fuga da un oblò del traghetto del grande ispiratore del gruppo: Renatino Vallanzasca.
CAMILLA : Per tutti coloro che suonano: dritte. C'è chi sostiene bisogna avere conoscenze x avere un po' di visibilità. Le etichette agiscono seguendo politiche a volte imperscrutabili. C'è chi ritiene che suonare bene non sia così importante rispetto al fatto di avere una buona idea. Altri preferiscono farsi portatori di un mesaggio. Altri ancora adeguarsi al genere. Che dite della questione?
DEIV : Le conoscenze servono sempre, ma anche la qualità delle cose che si propone: poco tempo fa ho fatto ascoltare un po' di pezzi ska di vari gruppi ad un mio amico, gli ho chiesto che cosa ne pensasse, lui non conosceva nessun gruppo, ecco, molti pezzi gli facevano cagare, diceva: manca personalità, altri li ha apprezzati dicendo: qui si che c'è personalità, ebbene, senza che lo sapesse ha promosso solo quei gruppi che sono già un po' famosi, quindi.....
CAMILLA : Ti va di parlarmi di "Abbonato"? E' la canzone di "Ancora una Fetta" che mi ha lasciata perplessa. Musicalmente ineccepibile, coinvolgente, con grandi arrangiamenti, ha un testo così sarcastico da risultare a momenti incomprensibile. Un uomorismo macabro alla "Pendolare in Sidecar".
DEIV : Un giorno ero a casa e ho visto un giornale strano, una rivista appunto. Sono andato da mia madre e le ho chiesto:"cosa è questa cosa?" e mia madre:" niente, una rivista che parla della morte", ecco, questa la dice lunga sull'ambiente nel quale sono vissuto, ma d'altronde un secondo dopo ero già a scrivere il testo su quell'incredibile giornaletto.
CAMILLA : Berlusconi, se non ho inteso male, torna indirettamente anche in "Teggare". E quindi già è citato in tre vostre canzoni (a proposito, che dite ESATTAMENTE di Berlusconi in "Cheope"?....)
DEIV : esatto, anche in teggare si parla di Sua Emittenza, in "Cheope" Berlusconi lo confondo con il male.
CAMILLA : Vita da tour, vita da backstage. Ci sono aneddoti quasi allucinanti riguardo alle vostre date, cose che da voi, maturi trentenni, non dovrebbero venire. Ti va di raccontare qualcosa? Ad esempio so di esperienze assurde in Sicilia, a dicembre, e che anche a Prato non vi siete risparmiati.
DEIV : Ce ne accadono di tutti i colori, il massimo viene sempre dal Galan: una volta dopo un concerto sparì, abbiamo visto in lontananza un cimitero, con sicurezza ci dirigemmo là. Era su una tomba a farsi una mega canna col piede insanguinato: saltando dal muretto si era ferito con la croce, e in poeticissimo lago di sangue se ne stava lì in compagnia della sua cannabis. Il nostro sax Rudi ama invece, una volta arrivato in albergo, rifugiarsi quatto quatto nell'armadio, e lì stare per un po'. E così via, ah, rubiamo sempre i fumetti porno negli autogrill: siamo orgogliosissimi della nostra ricca collezione.
CAMILLA : Il vostro è uno ska strano. Lontano da quello classico ma che poco ha a vedere con lo skacore. Anche il rocksteady non è propriamente il vostro genere. C'è del reggae, e del blues. E' difficile miscelare il tutto oppure vi viene naturale? Come nascono _musicalmente_ i pezzi?
DEIV : A noi viene naturale fare uno ska un po' diverso dal solito, cioè non ska-core o old style, preferiamo quello madnessiano, quello che si avvicina di più allo (come lo chiamiamo noi) ska-pop. Canzoni insomma. Musicalmente poi i pezzi nascono da un testo, spesso dalla linea melodica di un ritornello o di un giro di fiati, molto meno da un giro di accordi.
CAMILLA : Tempo addietro mi è capitato di leggere la mail di Lucio sulla discografia indipendente, Jhon Vignola e il mantenersi di musica. Lucio con sarcasmo ha detto cose sagge e condivisibili. Chi di voi Vallanza lavora? e, soprattutto, che lavoro fa per potersi permettere di fare anche il musicista?
DEIV : Io e Lucio lavoriamo oltre al lavoro Vallanza, e lo farei anche se il gruppo mi desse 8 mila euro al mese, perchè? Perchè faccio un lavoro che mi piace (autore televisivo) che mi interessa, lavoro tra l'altro che ben si concilia con le date del gruppo, Lucio pure, che è web-designer, si diverte a fare quello che fa, ed è conciliabile anche lui alle date varie. Gli altri lavorano con la musica, insegnano, fanno serate jazz etc., diciamo che sono più musicisti, o meglio, hanno sempre studiato per fare questo. Galan lavora nello studio pubblicitario del padre, vedi quindi come Lucio e me.
CAMILLA : E lo spot della Heiniken... domanda molto molto imprevedibile: come mai uno spot, come mai quello spot, come mai quella canzone.
DEIV : Lo spot della birra.....ah già..lo abbiamo fatto perchè un regista nostro amico (regista dello spot appunto) doveva fare la musica della birra nei vari stili, per lo ska ha chiamato noi.
CAMILLA : Il Galan che scompare ha realizzato _ se non erro_ le illustrazioni di "Otto Etti". Commenti sulle abilità di grafico del Galan e sul vostro primo album in generale? Nei live non fate mai nulla da "Otto Etti", ad eccezione de "La Massaia", come mai? Stufi di ciò che facevate sette anni fa?
DEIV : Il delirante lavoro grafico di otto etti ci è piaciuto molto, Galan ha fatto delle cose proprio belle, anche se un po' ostiche da capire, tra l'altro molti disegnini qua e là sono miei (piantala renato, la tipa in bici, l'omino della vallanzaska production etc.), ma il tutto, la composizione grafica, la copertina, il vecchio simbolo e altro, insomma, tutte le cose più importanti, sono tutte cose di Galan. Le cose del vecchio disco le stiamo riprovando, il pubblico le chiede, noi eseguiamo, però fare che so, "Pendolare", "Divano", anche "La massaia" cazzo...mi rompo i coglioni.
CAMILLA : In CHEOPE, per la precisione in "Aereoplanino", come in OTTO ETTI, precisamente in "Divano", avete messo le ndr al testo. Ma facevate sul serio o erano prese per il culo come di consueto?!
DEIV : Spesso facciamo delle cose e la gente dice: ma siete seri o ci state prendendo per il culo? ecco....non so dirlo.
CAMILLA : Chi è la Fulgida?
DEIV : Non chi è, ma cos'è: la Fulgida era il nostro mitico, carissimo, primo furgone, un Ford, rosso, con la scaletta dietro, se qualcuno lo vede...
CAMILLA : Una cosa buffissima è guardare il testo di "Italian Song" con le notazioni, tipo "(tape)", "(ale)", "(corto)"...
DEIV : Sì per dare il senso del foglio con gli appunti.
CAMILLA : Mi hanno chiesto di chiederti chi sia il fonico più bravo in
Italia.....
DEIV : Diegone naturalmente, DFC sounds, eh Diegone, lo so chi c'è dietro a questa intervista.
Con questo per il momento Deiv se ne torna alla sua proibita vita da rocker (da skater?) e il prossimo obiettivo è diventato, impellentemente, sposare il Galan che scompare...
(to be continued....)
Camilla.
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GRAZIE VALLANZASKA!!!
Un particolare grazie a Camilla che ha reso possibile questa intervista.
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