a cura di Davide "Harddiskaunt" Zocchi
Roy Paci & Aretuska
Baciamo le mani
Viceversa
Sicilian RockSteady All-Stars. Così si definiscono Roy Paci & Aretuska nelle note di copertina. Non possiamo certo dargli torto soprattutto dopo aver ascoltato lo splendido "Baciamo le mani", dove accanto a "Il Padrino" Roy, presente in veste di trombettista e direttore, si esibiscono: Salvo "Paco" Di stefano alla tromba, Gaetano "Svuotillo" Santoro al sax tenore, Rosario "Tyson" Patania al trombone (che ricordiamo già a fianco di Roy nella mitica sezione fiati di Persiana Jones ai tempi di "Show"), Peppe "1/2" Siracusa alla chitarra, Fred "Coppola" Casadei al basso e Sandro "Jah Sazzah" Azzaro alla batteria. Introdurre il personaggio Roy Paci (se ancora qualcuno non lo conoscesse) nei ristretti spazi di una recensione è un'impresa impossibile, basti dire che l'eclettico musicista siciliano ha suonato in decine e decine di dischi (credo che abbia ormai raggiunto le tre cifre e comunque le sue presenze aumentano a un ritmo quasi quotidiano), guidato progetti propri in ambiti musicali tra i più diversi e collaborato con alcuni dei nomi più importanti della musica italiana e internazionale (Subsonica, Teresa De Sio, Persiana Jones, Giorgio Conte, 99 Posse, Mau Mau, Blue Beaters, Africa Unite, Manu Chao, Eric Mingus, Carlo Actis Dato, Enrico Rava, Macaco, Vinicio Capossela, Sean Bergin, Ned Rothemberg, John Edwards, Amy Denio, Cesare Basile, Han Bennink, Walter Weibous, Flying Luttembachers, New York Ska Jazz Ensamble, Zap Mama, Trilok Gurtu, Tony Levin e molti altri).
"Baciamo le mani" è il primo lavoro che esce a nome di questa formazione (anche se ci auguriamo che sia il primo di una serie senza fine!) e contiene dieci brani. Tre sono a firma Roy Paci (Loski nerds, Magnificat, Peretto), cinque sono classici che spaziano da Ennio Morricone a Charlie Parker passando per Luigi Tenco e gli Scott/Marlow di A taste of honey (ai più, tra cui il sottoscritto, più nota come la sigla di 90° minuto). Gli altri due brani sono firmati da Roy Paci insieme agli ospiti che li interpretano: in un caso Dani dei Macaco e nell'altro Bunna degli Africa Unite (presente in The duse come bassista oltre che come cantante). Gli arrangiamenti sono tutti all'insegna dello ska e dell rockstedy giamaicano più classico e lasciano ampio spazio ai bellissimi solo dei musicisti (molto belli a mio avviso i solo di sax e di trombone in Peretto e quello di chitarra in Magnificat). L'unico episodio che si distacca dalle atmosfere prettamente giamaicane per avvicinarsi a ritmi più sud-americani è Grande la media noche, interpretata da un Dani Macaco in ottima forma. Meravigliosa anche l'interpretazione che Meg dei 99 Posse dà di "Se stasera sono qui". La sua bellissima voce, insieme all'arrangiamento assolutamente rock-steady, ne fa uno dei brani più deliziosi dell'album.
Insomma un grande disco che vede un geniale Roy Paci attorniato da un gruppo di musicisti assolutamente degni, un disco che tutti gli amanti del suono "original" non possono assolutamente perdere. La mia speranza è che sia anche possibile vederli presto "live" in giro per la penisola e nel frattempo mi consolerò asoltando e riascoltando "Baciamo le mani" e ripensando al concerto che Manu Chao ha tenuto in piazza del duomo a Milano, concerto in cui la tromba del grande Roy ha, tra l'altro, sbeffeggiato le imprese e le promesse del nostro presidente del consiglio dedicandogli il tema di Pinocchio. Grazie anche per questo Roy!

Davide "Harddiskaunt" Zocchi

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