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Arrivo tardi al Live Club, la Jamaican Liberation Orchestra sta già suonando. Gigi T-bone sta cantando, tra un pezzo e l'altro non concede molto, almeno all'inizio, lasciando parlare le note dei suoi pezzi (quasi tutti dell'album, a parte qualche cover, tra le quali la splendida I'm in the mood for ska, hit jamaicano di Lord Tanamo).
L'affiatamento è splendido, l'Orchestra è compatta e precisa, tutti vestiti in grigio, a parte Gigi, in nero e con una favolosa camicia arancione, Gianluca Mancini alle tastiere (altro ex Vallanzaska) cuce splendide seconde voci e il suo ovetto cha cha fa capolino dalla tasca.
Il finale è in crescendo, dopo You Must Say, il pubblico continua a cantare, T-Bone ricomincia di nuovo il coro, tutti ballano e si divertono, nulla di meglio che cominciare un concerto in questo clima, per il New York Ska Jazz Ensemble.
L'unico superstite della prima ora della band è Freddie "RockSteady" Reiter, indiavolato, skatenato, salta, urla, canta, non sta fermo un secondo. Gli altri 4 sono tutti ragazzi giovanissimi, soprattutto tastierista e chitarrista che deliziano il pubblico con assoli jazz di ottimo livello, talvolta fin troppo alto per chi vuol venire ad ascoltare ska (sbagliando...). Le sagome del grossissimo contrabbassista e dell'altrettanto gigantesco batterista nero creano un muro ritmico esaltante, la velocità della mano mancina del batterista è un piacere per gli occhi, quasi quanto il suo sorriso quando sbaglia completamente l'attacco del quarto pezzo, cominciando con un lento rocksteady quello che si trasforma in pochi secondi in un velocissimo ska.
Il sesto componente del gruppo è, ovviamente, Gigi T-Bone, che segue l'Ensemble nel tour europeo che continua con concerti quotidiani fino al 31 dicembre.
Freddie comincia una serie di assoli virtuosistici, che ne sottolineano le capacità tecniche e di front man, mentre T-Bone si mantiene su un buon livello di assoli, piuttosto standard, visibilmente emozionato all'inizio, e visibilmente con le labbra doloranti alla fine (dopo ogni tirata lo si vedeva appoggiare le labbra alla campana del trombone o attaccarsi alla bottiglietta dell'acqua, per raffreddarsi). Splendido concerto, senza un attimo di pausa. Brani saccheggiati dall'intero repertorio dell'Ensemble e anche qualche cover. Qualche momento di stanca, soprattutto intorno alla metà dell'esibizione, quando la continuità dei brani strumentali non viene spezzata e il suono potente si impasta un poco nelle orecchie. Il finale è con Haitian Fight Song, dove ognuno si prende un momento di assolo e di presentazione e dove Freddie omaggia T-Bone e la JLO eseguendo al sax qualche nota dei loro pezzi, finale splendente, carico, coinvolgente e poi, senza un bis, le luci si accendono e parte la musica di sottofondo (bellissima, come sempre al Live).
La sorpresa arriva dopo pochi minuti, poichè tutti i membri dell'Ensemble tornano sul palco (no, non a suonare...a smontarsi gli strumenti, come tutti i comuni mortali!) e si concedono con grandissima simpatia e disponibilità a chi ha avuto la pazienza di rimanere qualche minuto. Freddie dimostra il suo grado di esaltazione firmando autografi chilometrici con tanto di disegnini e dediche, tastierista e chitarrista si accomodano in platea, a parlare, stringere mani, salutare sempre col sorriso sulle labbra. Anche bassista e batterista non si fanno pregare, mentre T-bone (mister Trombone, come lo ha sempre chiamato Freddie sul palco) arriva dopo pochi minuti ed è sorridente, stanco e felice. Parla con tutti, chiede commenti, informa sulle prossime date e su quello che farà in futuro.
Ottima conclusione di un concerto davvero bello, a mio parere.
Parentesi sul pubblico. Presente e saltellante, non esageratamente numeroso come visto altre volte, poichè ci si poteva muovere senza essere calpestati senza troppi problemi, ma caldo e aperto anche ai momenti meno ska e più jazz dell'Ensemble.
Tra i pareri raccolti tra amici e sconosciuti, c'è la sorpresa di trovarsi davanti 4 ragazzi per un gruppo che è un pezzo di storia (fondato da membri degli Skatalites, dei Toasters,e degli Scofflaws una decina di anni fa) ed il solo Freddie a ricordare i primi tempi. Qualcuno lamenta la mancanza di varietà nei brani della JLO (meglio 20 minuti di assolo che venti canzoni uguali, riferendosi alla lunghezza degli assoli di Freddie) ma questa, secondo me, è anche la loro forza e il segno del loro stile.
Questa sera a Bassano, e poi nel resto d'Europa New York Ska Jazz Ensemble.
LoSte
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